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Convegno internazionale “Anno della Fede”

Convegno internazionale “Anno della Fede”
Poponguine  (Senegal)  22-25 gennaio 2013

Il 24 gennaio,la Comunità musulmana ha celebrato la Festa del Maouloud, la nascita di Maometto, in pratica il loro Natale. Come sempre,durante ogni loro festa religiosa, tutte le attività si fermano … per una settimana intera.
Approfittando  di questa libertà da impegni sia per il sostegno scolastico con i bambini della scuola di Kelle  sia per il controllo del cantiere della scuola materna in costruzione ( che sarà intitolata a Felice Albonico, fondatore dell’Associazione l’Alveare di Olgiate C.), abbiamo potuto partecipare a Poponguine al Convegno internazionale sull’Anno della Fede, organizzato dall’Apostolato dei laici.
“Le parole devono prender carne per essere vere “:questa raccomandazione  del Cardinale di Dakar Théodore Adrien Sarr nella concelebrazione eucaristica di apertura ha accompagnato le due intense giornate del convegno.
LA NOSTRA FEDE DI AFRICANI
“ Le pratiche magiche  sono ancora diffuse in Africa: come annunciare la Buona Novella della salvezza di fronte a questi blocchi?”Le difficoltà dei cristiani in Africa , le pratiche magiche,il ricorso ai guaritori, la stregoneria ed il marabutaggio ( la potente influenza religioso-politico-economica dei marabouths, maestri coranici) che appesantiscono l’annuncio del Vangelo sono state analizzate dal Presidente della Conferenza episcopale Mons. Benjamin Ndiaye per affermare con fermezza che tutte queste pratiche, purtroppo ancora radicate anche fra i cristiani, appartengono al male. Esse nascono dalla paura e dall’odio , ma l’identità cristiana non è negoziabile.
L’incontro con Cristo e con la croce, legame tra Dio e gli uomini,  ci invita a conversioni e rotture radicali, a lasciare entrare Dio nelle nostre culture per cristificarle: è tempo di scelte coraggiose e definitive!
 La relazione dell’Arcivescovo d’Accra, Mons. Charles Palmer, presidente della Commissione dell’Apostolato dei Laici della Conferenza dei Vescovi dell’Africa dell’Ovest “ Come in Africa la fede aiuta i cambiamenti, lo sviluppo, la vita?” ha sottolineato il ruolo fondamentale ed insostituibile dei laici al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace
Occorre riscoprire la vocazione dei laici nella Chiesa, la loro dignità sacramentale che li rende ambasciatori di Cristo, evitando di considerarli come la “manus longa” del clero , relegandoli in sacrestia o poco più in là. Una seria e permanente formazione li deve preparare a diventare sale della terra, che dà gusto, saggezza e forza, preservando dalla corruzione; luce del mondo, cioè giustizia, come la candela che si sacrifica per dar luce e calore; lievito che significa pace e sviluppo  perché si impegnino a tutti i livelli della società civile, in particolare nella politica, da presentare come la buona novella, nelle attività economiche in cui portare l’etica, contro la corruzione e l’egoismo, nella carità autentica, che va al di là della filantropia.
La Chiesa in Africa, definita dal Papa “polmone spirituale dell’umanità” è seriamente attaccata da virus interni  come la corruzione, l’arrivismo politico, il fondamentalismo, l’etnocentrismo e da virus esterni come il secolarismo, il relativismo e l’ateismo praticante.
Anche la  fragilità della famiglia è fonte di preoccupazione per cui è urgente , nell’attuale situazione di precarietà economica, promuovere una pastorale di prossimità che la sostenga  nella riscoperta dei suoi valori di accoglienza, calore nei rapporti, solidarietà,  integrità,  rispetto dell’altro e  senso del bene comune, radicandosi nel Vangelo e restando connessa a Cristo.
LA SINGOLARITA’ DELLA FEDE CRISTIANA
Finalmente un laico! E donna! La professoressa di Patrologia all’Università Cattolica dell’Ovest  Marie-Laure Chaieb nella sua relazione “La rivelazione del Mistero della Santa Trinità: il Dio dei cristiani è un Essere di relazione”, riferendosi all’invito del Papa (Motu proprio“Porta fidei” 13) a riscoprire di nuovo la storia della nostra fede, ha sottolineato che solo nella misura in cui ci radichiamo profondamente nelle nostre origini, possiamo scoprire come affrontare il futuro senza il timore di perderci.
La relatrice ha scelto , tra gli scrittori dell’antichità che hanno partecipato ad elaborare la dottrina dell’incontro del Vangelo con le culture e la teologia, S Ireneo di Lione perché il suo obiettivo ( tra il 180 ed il 200 )è stato quello di preservare e trasmettere “la fede che viene dagli apostoli” messa allora in pericolo dalle correnti agnostiche.
La fede è   ben più di un contenuto, è soprattutto una relazione. La fede mette l’uomo in relazione con Dio Padre, Figlio e Spirito che si rivela nell’economia della salvezza, ma la fede mette l’uomo in relazione anche con la Chiesa.
“Se tu sei opera di Dio, aspetta pazientemente la Mano del tuo Artista che fa tutte le cose a tempo opportuno e inopportuno..presentagli un cuore semplice e docile e conserva la forma che ti ha donato questo Artista, avendo in te l’Acqua che viene da lui e senza la quale tu cancelleresti l’impronta delle sue dita” ( IV,39,2)
Il cuore della fede è un avvenimento:l’irrompere di Dio nella storia degli uomini è un avvenimento di cui lo Spirito ci fa testimoni. Nella relazione“Al centro della fede cristiana, la croce di Cristo”Christophe Pichon, docente della Facoltà di Teologia all’Università dell’Ovest ha analizzato il racconto della Crocifissione secondo l’evangelista Luca dal punto di vista dei presenti sul Golgota. Dopo aver sottolineato la coerenza di Gesù sulla croce che perdona e chiede perdono, il silenzio del Figlio ed il silenzio del Padre, passa in rassegna gli spettatori: la folla che guarda, gli amici che se ne stanno in disparte, le donne più vicine. Il centurione supera lo scandalo dei pagani, la folla è emozionata e sconcertata, gli amici hanno bisogno della risurrezione perché il Vivente sia riconosciuto. Solo le donne credono alla follia della croce.
Tra i vari spettatori davanti alla croce, quale personaggio assomiglia di più al cristiano senegalese? Su questa domanda-provocazione i cristiani senegalesi hanno a lungo discusso.
La relazione dell’Arcivescovo di Clermont-Ferrand Hippolyte Simon “ Questo Gesù, Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni” ha sottolineata l’assoluta necessità di una nuova evangelizzazione in Francia, l’esigenza di un’inversione di prospettiva perché i cristiani non si sentano come dei relitti, ma nuovi, convinti, autentici testimoni ,grazie ad un ritorno al cuore della fede, superando una dilagante spiritualità senza Dio e la separazione di Cristo dalla Chiesa.
Non  bisogna annunciare una dottrina, ma testimoniare un’esperienza, perché il cristianesimo non si trasmette per eredità culturale, ma esige un’adesione personale: è qui la forza (e la debolezza) della nostra fede. Tocca a ciascuno di noi decidere, liberamente di seguire Gesù di Nazareth e trasformarci da cristiani passivi in testimoni impegnati e credibili.

LA FEDE IN SENEGAL
“ Secondo le Scritture la fede è un pellegrinaggio verso Dio e la terra promessa”. Mons. Benjamin Ndiaye, Vescovo di Kaolack ha spiegato che il pellegrinaggio disegna un cammino, anche se non è sempre tutto programmato alla partenza, un itinerario di fede, un’esperienza, la traiettoria di un percorso spirituale. Citando gli esempi dell’Antico Testamento ( Giacobbe, sfuggito alle ire di Esaù, va a Betel; il padre di Samuele alla fontana di Siloe) scopriamo un Dio Pellegrino che viene verso l’uomo,lo affianca e cammina con lui per guidarlo alla Terra promessa.
Il nuovo Testamento ci fa scoprire Gesù autentico camminatore nei suoi spostamenti dalla Giudea alla Samaria.
Il pellegrinaggio cambia la vita: basta pensare alla catechesi itinerante di Gesù che affianca i discepoli di Emmaus in cerca di risposte alle loro domande angoscianti per aprire il loro cuore all’intelligenza delle Scritture.
Il pellegrinaggio ci ricorda una realtà fondamentale: siamo alla ricerca della città futura, in un cammino di fede che ci educa e ci aiuta nella ricerca di senso di cui abbiamo tanto bisogno. Si tratta di corpo, cuore ed intelligenza in cammino!
Gesù Pellegrino non è però attivista: trova il tempo di incontrarsi con il Padre! Al calar della sera impariamo a ripetere  “Signore, resta con noi!”
E’ toccato al Vescovo di Saint-Louis, mons. Ernest Sambou relazionare sul tema “La trasmissione della fede in Senegal”
La Chiesa, Madre di tutti i cristiani ha il dovere di educarli alla fede in modo organico e sistematico, ma è alquanto complesso il cammino che conduce il catechizzato all’incontro con Cristo, morto per noi e risuscitato.
La famiglia resta il luogo per eccellenza della catechesi: mamme e nonni sono chiamati a svolgere il loro ruolo di testimoni delle fede, ma nel contempo occorre preparare dei catechisti qualificati. Tutta la comunità cristiana deve esser coinvolta in questa testimonianza per evitare che, dopo il sacramento della Confermazione… tutto finisca.
( Ci sembrava di essere ad un incontro nelle nostre parrocchie: stesse lamentele, stessa stanchezza, quasi una resa all’inevitabile di fronte ad una sfida titanica. E’ stata, in un certo senso una delusione, perché mi sarei aspettata, in una Chiesa più giovane, di poter “rubare” qualche ricetta per le nostre comunità! Pazienza! Si vede che la globalizzazione ha messo in comune anche le debolezze…!)
Alla tavola Rotonda conclusiva … i laici si sono risvegliati, portando le loro testimonianze, dopo la premessa che è indispensabile fare i conti con la società senegalese ed il suo immaginario che interferisce nella vita e nelle tradizioni.
E’ emersa l’esigenza di una presenza di qualità dei cristiani in tutte le strutture della società: nella politica, nel sindacato, nelle diverse Associazioni, senza dimenticarsi di coltivare i buoni rapporti con i fratelli musulmani, vivendo l’essenza della fede cristiana non come minoranza,  ( anche se a volte il numero può dare sicurezza. Il vescovo di Kaolack guida una comunità di 20.000 cattolici: l’1% della popolazione), ma in pienezza, rimettendosi in discussione ogni giorno perché quello che importa è la relazione personale con Cristo! E’ finita la politica della sedia vuota!
Resta il problema della formazione per una Chiesa meno culturale e più incarnata nella società senegalese, di una maggior conoscenza della dottrina sociale della Chiesa, magari attivando una Radio cristiana e qualche programma televisivo dopo una seria formazione alla comunicazione. Si crede infatti di sapere tutto della fede e non si sente il bisogno di arricchire le proprie conoscenze.
E’ necessario puntare ad una maggior visibilità in un contesto maggioritario musulmano con nuovi metodi per una nuova evangelizzazione per dare una scossa alla Chiesa senegalese riscoprendo un Dio-Pellegrino in una pastorale di prossimità, rivedendo i testi della catechesi nei quali recuperare gli elementi tradizionali africani, sostenendo e rafforzando le attività delle comunità di base, invitando a rileggere i testi del Magistero, ripensando la pastorale famigliare
Sono stati due giornate intense in cui abbiamo scavato dentro di noi le profonde ragioni della nostra vita di fede; abbiamo condiviso insieme , con sobrietà, i pasti e continuato anche nei momenti di pausa a confrontarsi. E’ stato bello poter parlare in italiano con quasi tutti i Vescovi che hanno partecipato al Convegno, contenti di ripassare la nostra lingua che tutti hanno appreso durante i loro studi a Roma. Così abbiamo scoperto che il Vescovo di Accra è stato anche a Capiago ed a Sagnino…
Anche a noi è stato dato lo spazio per intervenire: abbiamo espresso il disappunto per la scarsità di laici presenti al Convegno e per il poco spazio lasciato alle donne, secondo noi la chiave di un vero ed autentico cambiamento anche in Africa, ma abbiamo incoraggiato a riprendere con vigore il cammino di rinnovamento questa nostra Chiesa sorella, condividendo problemi  e sfide (catechesi, impegno dei laici, formazione …) comuni anche alle nostre Comunità cristiane.
Ci siamo lasciati con l’impegno  personale e comunitario di trasformare le parole dette ed ascoltate, soprattutto la Parola, in vita vissuta nella quotidianità di una Chiesa in cammino


 

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