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PERU' - Agosto 2004

Quest’anno il centro diocesano missionario ha proposto per i giovani, un'esperienza estiva in Perù in visita nelle missioni dell’operazione Mato Grosso.
La preparazione è iniziata con la tre giorni a Tavernerio e successivamente con degli incontri mensili che hanno permesso la formazione del gruppo.
Sono trascorsi i mesi, i giorni, i minuti fino al momento della partenza.
Ognuno di noi è partito con la propria esperienza, con aspettative e voglia di mettersi in gioco differenti, ognuno con i propri tempi, ognuno con i propri caratteri.
Un gruppo composto da 11 persone completamente diverse tra loro ma con un unico obbiettivo il Perù!

1 Agosto ore 8.00 ritrovo a Malpensa
Tutti noi: Giamba, CarloAndrea, Geo, Paola, Anna, Martino, Elena, Albe & Patty, Linda e l’insuperabile Don Andrea, eravamo agitatissimi all’idea che “poche” ore ci separavano dalla nostra meta... il Perù.
Un paese molto vasto e ricco di paesaggi differenti: la capitale Lima, il deserto, la puna, le Ande, la stupenda cordigliera bianca caratterizzata da strade polverose e piccoli villaggi lontani ore di cammino l’uno dall’altro.
Paese tanto ricco quanto povero: dove la gente sogna la grande città in cerca di fortuna ma miseria e desolazione si nascondono a Lima tra Km e Km di baracche, tra strade affollate di mezzi e gente costretta a vagare nelle vie vendendo caramelle, improvvisandosi “acrobati” ai semafori per raccattare qualche soldo. .. per sopravvivere dimenticandosi di quelli che erano i loro sogni.
Un paese dove non c’è assistenza sanitaria gratuita: prima si paga, poi. .. forse sarai visitato ; dove tanti bambini sono abbandonati, dove la famiglia non esiste e l’alcolismo domina sulle coscienze di tante persone.

Padre Ugo de Censi sacerdote nativo della Valtellina, da quasi 30 anni, con la collaborazione di tanti volontari, cerca di risollevare questa popolazione dalla loro miseria, cerca delle soluzioni concrete ai loro bisogni, donandosi completamente a loro con tutte le sue forze.
Da lui nasce L'OMG – Organizzazione Mato Grosso, che unisce tanti ragazzi e Famiglie dall'Italia all’America latina con lo scopo di lavorare per i più bisognosi: i poveri!
In Italia diversi giovani spendendo il loro tempo per raccogliere viveri, vestiti, farmaci, soldi per contribuire alla sopravvivenza di tanti.
Altrettante famiglie, laici e sacerdoti partono per i paesi poveri dell'America Latina per rimanerci dai 2 ai 4 mesi e magari per tutta la vita.
Antonio, Laura ed i loro splendidi 6 figli, Nadia e Enzo, Arrigo e Cecilia, Roberta, Cesare, Sandra, padre Giorgio, padre Lorenzo... e tante altre persone disponibili alle esigenze di molti, pronti ad aiutare chi sta al loro fianco.

Il nostro viaggio è stato caratterizzato dall’incontro con queste persone che hanno lasciato il lavoro, i propri beni e le comodità del nostro paese per vivere la carità donando la propria vita agli altri.
Per i più bisognosi sono state costruite scuole (tailler) dove i ragazzi imparano a lavorare il legno, il vetro, il granito, a diventare guide andine, le ragazze, a loro volta, imparano a fare tappeti, maglioni in lana pura, a cucire e ricamare; entrambi crescendo in fede e autenticità secondo il modello di vita proposto da Don Bosco.
Terminato il percorso scolastico di cinque anni, i ragazzi e le ragazze vengono inseriti nelle cooperative dove possono lavorare e ricevere uno stipendio per sopravvivere.
Creando lavoro si cerca di evitare che la gente sia costretta a lasciare i l proprio paese per cercare lavoro altrove.
Migliaia di bambini partecipano all'oratorio, dove gli viene insegnato il catechismo, dove giocano, mangiano insieme imparando ad aiutare il prossimo, lavorando gratuitamente.
La collaborazione tra gli oratoriani e i volontari OMG, ha permesso la costruzione di rifugi in montagna, dove ragazzi peruani vengono addestrati come giude andine ed una quota del loro guadagno viene utilizzato per opere di bene ; questo permette ai turisti di conoscere le bellezze delle montagne andine, ma soprattutto la dura realtà della povertà della gente.

L'OMG sostiene le spese sanitarie e garantisce un sostegno morale e spirituale ad ogni individuo sofferente e solo.
E’stato costruito l'ospedale di Chacas dove i malati sono curati gratuitamente grazie all’aiuto di medici volontari italiani ed infermiere peruane.
A Lima, Luisa accoglie nella propria casa i malati più gravi rimasti soli o perché nessuno dei familiari può lasciare il lavoro dei campi e il resto della famiglia o perché non hanno nessun altro al loro fianco.
Esiste una casa a Nana, in periferia della capitale, dove i bambini orfani sono accolti, curati e seguiti fino ad età adulta da Rosanna ed altre giovani ragazze volontarie.
Una struttura che accoglie i ragazzi disabili e un’altra che accoglie gli anziani.
Queste sono solo alcune delle tante attività svolte l’OMG dove regnano serenità e pace per coloro che hanno sofferto per tanti anni solitudine e fame.
Ricordiamo l'alpeggio a Wachucocia gestito da Antonio, dove la nostra Diocesi ha donato con i fondi raccolti durante l’Avvento, delle mucche destinate alla produzione di latte e formaggio.

Non sono le opere, il grande e faticoso lavoro dei volontari, che più colpisce di questa realtà, ma è lo spirito con cui le persone sono animate, lo stile con cui fanno la carità.
Il coraggio nell’affrontare infinite difficoltà in una terra straniera, i possibili scontri con la gente del posto, con chi non capisce il loro operato e come è successo in passato farebbe di tutto per spaventarli, per farli andare via. .. ricordiamo due persone Giulio Rocca e Padre Daniele Badiali, martiri della carità.... Uccisi per la loro scelta di vita: spendersi per gli altri.
L’esempio di vita di giovani famiglie come Nadia&Enzo ed Antonio&Laura che ci hanno accolto con gioia cercando di farci capire la realtà che li circonda disponibili a chiarire ogni nostro dubbio e facendoci sentire parte della loro vita, della loro grande famiglia.

Incontrando padre Ugo abbiamo conosciuto una persona di grande fede, di grandi vedute, con un forte desiderio di far conoscere Gesù alla sua gente e di aiutare noi “occidentali” a capire che dobbiamo convertirci e vivere la carità, se non vogliamo far sparire la Fede dalla nostra terra.
Dobbiamo vivere la carità in modo concreto: “al giorno ogni famiglia doni un Kg di pasta ai poveri e 10 min di preghiera al Signore”... è questa una delle strade verso la conversione.
Alcuni giovani aiutando i poveri hanno capito che senza Dio non si può fare nulla e lì hanno intrapreso la via del sacerdozio, raccogliendo una grande sfida: sfamare la gente e far capire “che non di solo pane vive l’uomo”.
Dopo tanti anni di lavoro, alcuni peruani hanno capito lo spirito dell'Omg e a loro volta donano la vita per la loro gente, cercando di migliorare la loro situazione.

Ora tocca a noi raccogliere l'invito di vivere la carità, regalare la vita per gli altri. Padre Ugo ci ha dato un compito per iniziare la nostra conversione: un container di viveri.
Noi tutti uomini dell’occiddente dobbiamo lavorare con i bambini, i giovani per far capire che vivere la carità è un modo di essere e occorre impegno, fatica, mettere in gioco la propria vita senza alcun limite.
Questa dell'OMG è una risposta concreta al Vangelo, anche noi dobbiamo trovare la nostra via, per testimoniare in questo nostro mondo, che sembra essersi dimenticato di Dio, che vivere il Vangelo è possibile, è bello e realizza un mondo migliore.
L’OMG è un segno d’amore in questi paesi poveri, noi dobbiamo diventare segno d'amore nella nostra terra.

Anna
(dal testo letto alla serata di testimonianza dell'esperienza fatta a Rebbio il 10 ottobre 2004)

Volantino della serata di testimonianza fatta a Rebbio la sera del 10 ottobre 2004

I partecipanti all'esperienza

Don Andrea, Giamba, CarloAndrea, Geo, Paola, Anna, Martino, Elena, Linda, Albe & Patty

 

Galleria Fotografica

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